Salviamo Wirikuta para niños en la Festa del Cactus. Salviamo Wirikuta per i bambini alla Festa del Cactus 2018

Artigianato artistico Wixarika

Artigianato Wixarika

Festa del Cactus 2018

L’edizione 2018 della Festa del Cactus sostiene di nuovo il popolo Huichol ospitando la nostra Associazione di Promozione Sociale “Salviamo Wirikuta”, che raccoglie fondi per  azioni concrete che vogliono sostenere in particolare i bambini della comunità Wixarika e la loro cultura, grazie alla vendita dell’artigianato tipico di questo popolo di antichissime origini.

Tre anni fa la Festa del Cactus accolse Santos de la Cruz, portavoce alle Nazioni Unite del Popolo Wixarika (Huicholes), che reclama il rispetto della comunità internazionale per i territori di Wirikuta (San Luis Potosí), dove si svolge il sacro rito del peyote.
Ringraziamo di cuore La Festa del Cactus per averci invitato

La Festa del Cactus

Via Idice 24, 40068 San Lazzaro di Savena

Il più grande evento in Italia dedicato alle piante succulente. Mostra, vendita, scambio, incontri con esperti provenienti da tutta Italia e da numerosi paesi europei. Piante molto comuni e molto rare per soddisfare ogni desiderio.

http://www.festadelcactus.it/partecipanti/salviamo-wirikuta/?portfolioCats=136

Logo Festa cactus

 

Al Festival di Internazionale di Ferrara la voce femminile dei Wixarika

In questi giorni verrà per la prima volta in Italia una rappresentante del popolo Wixarika, la signora Claudia Olivia Morales Reza del Consiglio della comunità wixarikà di Sant Andreas. La signora è ufficialmente invitata a prendere parte al Festival di Internazionale di Ferrara, un weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo in programma a Ferrara ad ottobre.

Maria MendicinoOltre a Ferrara, dove la rappresentante Wixarika sarà tra i protagonisti del Festival di Internazionale con un’iniziativa promossa e sponsorizzata dal Festival dei Diritti e dal Comune della città estense, la voce di Wirikuta attraverserà le città di Bologna, Verona ed altre ancora.

Dal 4 ottobre, per una decina di giorni, Claudia Olivia Morales Reza e Annalisa Malerba, chef vegana, accompagnate da Doña Maria, attraverseranno il Nord Italia per far conoscere la cultura ancestrale della antica popolazione messicana, per sensibilizzare il pubblico italiano su quanto sta accadendo a Wirikuta e per promuovere un’alimentazione sana che valorizzi i prodotti alimentari locali, in un’ottica di economia sostenibile.

Una delle attività proposte nelle varie città sarà il “Corso di cucina multietnico”. Verranno utilizzati ingredienti 100% vegetali, onorando uno stile alimentare che fa della biodiversità la migliore alleata della nostra salute. Ricette frutto di contaminazione tra la cultura mediterranea e quella messicana. Le ricette saranno create appositamente per l’occasione, e si gusteranno a cena. I prodotti della terra utilizzati nel corso sono offerti dall’associazione “Donne in Campo” della CIA Emilia Romagna.

Verranno proposti anche incontri per avviare la collaborazione con associazioni italiane, per la promozione del lavoro femminile (artigianato artistico) e lo sviluppo sostenibile (agricoltura a basso impatto ambientale, promozione dei prodotti agricoli locali, sostegno a distanza delle scuole ecc.). Conferenze e tavole rotonde: “La scelta alimentare quotidiana è l’atto più piccolo e più potente che abbiamo in mano”. Ascolteremo l’intervento dell’Associazione Salviamo Wirikuta e della portavoce del popolo wixarika, popolo che da alcuni anni sta vivendo una grave minaccia a causa di progetti di sviluppo non sostenibili proposti dalle agroindustrie e da imprese minerarie.

Wirikuta: la battaglia finale

Pubblichiamo un articolo di Gisela Delgadillo per il blog “Subversiones” che descrive la situazione attuale del conflitto tra gli interessi minerari e la difesa della vita e dei luoghi sacri in Wirikuta.

“Prendiamo a prestito il titolo dell’amata novella di José Emilio Pacheco per far riferimento a un altro tipo di agrodolce battaglia: le azioni e riflessioni che, già da alcuni anni, intraprende senza sosta il popolo Wixárika nel suo insieme, le sue autorità tradizionali, e un significativo e rispettabile gruppo di scienziati, giuristi, artisti, attivisti e amici del citato popolo indigeno, del deserto di Wirikuta, o di entrambi”.

-”Le battaglie nel deserto” (“Las batallas en el desierto”), di Hermann Bellinghausen
A proposito de “Le battaglie nel deserto”, vale la pena soffermarci sul recente annuncio del Consiglio Regionale Wixárika, che da eco alla notizia della sospensione di quanranta concessioni minerarie sul territorio sacro di Wirikuta, il quale pone un precedente storico nella lotta dei popoli indigeni per il riconoscimento dei propri diritti e della propria cultura, dal momento che questa risoluzione è stata data sulla base del riconoscimento del diritto territoriale su Wirikuta che il Potere Giudiziario dà al popolo Wixárika (Huichol).

La sospensione emessa dal Potere Giudiziario frena quaranta concessioni minerarie in mano alla multinazionale Revolution Resources e al Grupo Minero Frisco, che si aggiungono alle trentotto concessioni sospese a febbraio del 2012 alla impresa candase First Majestic Silver. Questo è un passo decisivo che colloca il popolo Wixárika di fronte alla possibilità tangibile di ottenere la cancellazione definitiva delle settantotto concessioni minerarie nel suddetto territorio che nella sua totalità comprende 140mila e 211 ettari ubicati nel deserto di Real de Catorce, nello stato di San Luis Potosí.

Quella che si annuncia è la battaglia finale e, per quanto il titolo possa suonare da fiction western, bisogna chiarire che nella lotta per Wirikuta la fiction non esiste. Ciò che esiste è un processo solido di difesa, sostenuto dalla spiritualità e dalla organizzazione sociale in cui confluiscono intelletuali, scienziati, giuristi, artisti, collettivi, organizzazioni e membri della società civile che si sono incontrati con il popolo Wixárika e con le comunità meticce del deserto, riconoscendo l’importanza e la trascendenza storica di questa lotta.

La lotta è per la vita, avvertono i Wixaritari. Wirikuta è un simbolo, non solo per essere un pilastro dell’universo, secondo la cosmovisione Wikárika; Wirikuta è un simbolo perchè in essa possiamo incontrare la storia della devastazione e della violenza sociale esercitata dallo Stato in tutto il territorio nazionale; e perchè anche in essa possiamo trovare certezze di vita.

Migrazione, povertà, emarginazione, dislocamento, inquinamento ambientale, persecuzione, negazione dei diritti umani. Tutto questo è ciò che affrontano le comunità meticce e contadine che vivono nel deserto di Wirikuta, che soffrono l’aggressione diretta di uno Stato che non giunge a riconoscere che aprire le porte dell’estrazione mineraria in una zona sacra è un atto genocida.

L’argomentazione scientifica e legale è data: se il Governo Federale lo permetterà, la miniera seminerà una bomba nel suddetto territorio, e solo sarà questione di tempo perché l’attività mineraria contamini il manto acquifero (principale fonte d’acqua nella regione) e provochi una distruzione ambientale senza precedenti, così come l’avvelenamento degli abitanti causato dall’uso del cianuro impegato nel processo di separazione dei minerali.

Secondo Carlo Chávez, presidente della Asociación Jalisciense en Apoyo a Grupos Indígenas (AJAGI), Enrique Peña Nieto sta ereditando una decisione che restò troncata nella passata amministrazione panista: ordinare la cancellazione di tutte le concessioni minerarie nella zona sacra oppure semplicemente decidere di “passare alla storia come il mandante che ordinò la distruzione di Wirikuta”.

La decisione non dovrebbe essere tanto difficile: avvelenare e dislocare gli abitanti di un’intera regione e al tempo stesso assassinare una cultura millenaria, oppure, rispettare la vita. Né l’oro, né l’argento, né tutti i minerali messi insieme potranno pagare il danno che la miniera a Wirikuta erediterebbe per la storia dell’umanità.

La difesa di Wirikuta è una lotta che ci sposta ai tempi primordiali; questi tempi in cui secondo le storie dei Wixaritari (Huicholes) tutto era oscurità, finchè Kauyumari sollevò il sole con le sue corna nel Cerro del Quemado, per dare inizio alla vita.

Oggi ritorniamo nell’area di incertezza dove esiste la minaccia latente a un ritorno all’oscurità, non è solo la vita di un intero popolo, ma la vita del pianeta a trovarsi coinvolta, sono i diritti umani ripetutamente violati, è la violenza e la molestia ai popoli indigeni che lottano per avere una vita degna.

È la battaglia finale del sole che resiste all’assalto del serpente per il suo desiderio di oscurità, è la lotta per la vita.

Gisela Delgadillo

link post originale : http://subversiones.org/archivos/13321

traduzione in italiano: Salviamo Wirikuta.

 

Video reportaje sobre mineria en Wirikuta

Video del marzo 2014 sugli avanzamenti dei lavori di sfruttamento naturale in Wirikuta.  Salviamo Wirikuta!

 

video reportaje de activitades de explotacion natural en Wirikuta, en territorios sagrados !
Wirikuta se ama y se defiende!

Favor de compartir !

Mining and Explotation in Sacred Wirikuta desert ! Share please !

Peace and Love in Wirikuta and in the whole world !!!

http://www.salviamowirikuta.wordpress.com

frente en defensa de Wirikuta http://www.frenteendefensadewirikuta.org/

LA SCELTA PIÙ PICCOLA E PIÙ POTENTE CHE ABBIAMO IN MANO È QUELLA DEL CIBO

Salviamo Wirikuta a “Bio per tutti”

BioPerTutti!, in programma Sabato 21 e Domenica 22 Giugno 2014 a Ferrara, è la prima grande manifestazione ferrarese dedicata a promuovere la Cultura del Biologico, e il suo prezioso ruolo nella salvaguardia della qualità del cibo, della salute delle persone e dell’ambiente.

I contadini e i popoli indigeni non sono produttori di merci, sono guardiani della terra” (Vandana Shiva). L’associazione “Salviamo Wirikuta” si occupa della tutela di entrambi, e promuove stili di vita sostenibili.

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PROGRESSO UGUALE GENOCIDIO?”

Questo si chiede un portavoce indigeno a una conferenza sui diritti dei nativi che si è svolta a Washington nel 1982. E questo ci chiediamo anche noi, come associazione che tutela i diritti delle minoranze indigene, in particolare di quella dei Wixarikà (Messico).

Dal punto di vista dei popoli indigeni il “progresso” è:

  • controllo di molte zone rurali in tutto il pianeta da parte delle compagnie multinazionali, con espropriazione dei terreni delle popolazioni indigene, terreni considerati “di nessuno”;

  • agricoltura intensiva ad alto impatto ambientale e dannosa per la salute;

  • monocolture che sfruttano vaste parti di terre indigene per farci crescere prodotti agroalimentari da esportazione, come ad esempio i pomodori nella Riserva ecologica di Wirikuta – coltivazione peraltro vietata ma ampiamente praticata senza controllo. I pomodori saranno poi venduti nei paesi industrializzati. In questo modo la terra dei popoli autoctoni viene continuamente ridotta, la popolazione si accalca in spazi sempre più piccoli, e la miseria che ne deriva viene perfino imputata alla sovrappopolazione;

  • attività mineraria con estrazione di oro e argento (i metodi utilizzati sono devastanti per il territorio);

venado

Governi deboli e terre rubate.
La battaglia contro il “Langrabbing”.

La denuncia di Oxfam: “Investitori senza scrupoli arraffano la terra dove i governi sono più deboli. Il risultato è l’impoverimento dei contadini nei paesi poveri e la dipendenza alimentare. Dai dati della Banca Mondiale emerge che in più del 75% dei 56 paesi nei quali si sono attuate compravendite di terra su larga scala, c’è una classe politica inaffidabile”. 

(Oxfam: un grande network internazionale di organizzazioni di paesi diversi per ottenere un maggior impatto nella lotta globale contro la povertà e l’ingiustizia):


Noi affermiamo che tutto questo è genocidio. Abbiamo detto GENOCIDIO: una parola pesante, che dovrebbe indurre alla riflessione.

Riteniamo che attualmente nel mondo ci sia un gravissimo squilibrio: manca il rispetto del PRINCIPIO FEMMINILE, principio che – beninteso – si trova sia nelle donne che negli uomini. Per “principio femminile” intendiamo il rispetto per Madre terra e di conseguenza per la vita e la biodiversità.

Dice la grande scienziata e ambientalista indiana Vandana Shiva, a cui ci ispiriamo:

Il saccheggio della natura che le grandi corporazioni industriali da tempo perseguono, senza alcun rispetto per le popolazioni né per i luoghi è una logica drammatica che sta facendo precipitare il nostro pianeta verso una situazione di non ritorno, contro cui si oppone il sapere antico delle popolazioni indigene, connesso con la natura e il suo ciclo. I contadini e i popoli indigeni non sono produttori di merci, sono guardiani della terra e della nostra sopravvivenza comune. Producendo beni strategici per la loro sussistenza, nutrono il paesaggio e lo umanizzano, cioè lo rendono domestico per la comunità di esseri, viventi o meno, a cui apparteniamo. Contro questa tendenza distruttiva, in tutto il mondo si sta formando un’altra consapevolezza che pone al centro la Madre Terra. In pieno caos, con coraggio e tanto amore, la gente comune, dal basso, sta costruendo una nuova visione del pianeta. Anche grazie alla lotta per salvare i Wixarika, il loro territorio e il sito sacro di Wirikuta un pezzo della nostra Terra sarà protetto dai saccheggi e dalla perdita di biodiversità. Grazie alla popolazione Wixarika e al Movimento Salviamo Wirikuta!”.

Queste sono le parole che Vandana Shiva ha scritto per la nostra associazione.

Salviamo Wirikuta, contribuendo all’organizzazione della prima edizione del festival “BIO PER TUTTI” a Ferrara, vuole lanciare un invito alla consapevolezza: diciamo a tutte le persone che ciascuno di noi ha un grande potere e una grande responsabilità. Come dice il titolo di questo nostro intervento “La scelta più piccola e più potente che abbiamo in mano è quella del cibo”. Cominciamo a guardarci attorno per scoprire che possiamo scegliere cosa mangiare. Oltre ai prodotti industriali, spesso tossici e insapori del supermercato, ci sono alimenti vivi, coltivati con cura da piccoli agricoltori biologici locali, ci sono Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.), aziende vicino a casa (Km. 0) che promuovono un’agricoltura a basso impatto ambientale (lotta integrata), piccoli negozi che vendono prodotti locali e biologici, orti condivisi ecc.

cartolina fronte

ATTIVITA’ DI SALVIAMO WIRIKUTA A BIO PER TUTTI

Nel contesto di Bio per tutti la nostra associazione propone alcune attività speriamo interessanti: oltre allo stand espositivo per le due giornate in Piazza Castello, animeremo la cerimonia di apertura della manifestazione in programma alle ore 10 nel Giardino delle Duchesse. Con l’aiuto dei bambini e degli adulti presenti all’evento realizzeremo UN MANDALA DELLA BIODIVERSITÀ utilizzando semi, di ogni foggia e colore, gentilmente offerti dalle aziende dell’associazione Donne in Campo della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori).

Oltre a ciò Salviamo Wirikuta organizza e promuove l’incontro: DONNE CUSTODI DELLA TERRA, in programma alle ore 10.30 nel Giardino delle Duchesse. Interverranno: Doña Mariafondatrice dell’associazione “Salviamo Wirikuta Italia”, Sofia Trentini – Presidente di Donne in Campo Emilia Romagna, Ruchi Shroff coordinatrice di Navdanya International e Global Movement for Seed Freedom, l’associazione internazionale fondata da Vandana Shiva, Annalisa Malerba Imprenditrice agricola e Chef di Cucina Naturale e Farnia Senni di Cooperativa Atlantide (educazione ambientale).

Il messaggio che vogliamo dare è che, tutelando le sementi antiche non OGM, favorendo l’agricoltura sostenibile locale e mangiando con più consapevolezza, ciascuno di noi può ripristinare la salute della terra e contribuire a salvaguardare le diverse culture del mondo.

 

Salviamo Wirikuta è un’associazione di persone impegnate sia per la causa messicana che in attività finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente (flora, fauna e sana sociètà) italiano.

 

pagina evento: https://www.facebook.com/events/650465528364052/?ref=ts&fref=ts

Salviamo Wirikuta partecipa a BioPerTutti! a Ferrara: due giornate in armonia con la Terra

cartolina fronte

BioPerTutti!, in programma Sabato 21 e Domenica 22 Giugno 2014 a Ferrara, è la prima grande manifestazione ferrarese dedicata a promuovere la Cultura del Biologico e i suoi valori: il ruolo prezioso di una Agricoltura amica della Terra, che propone cibi buoni e sani e salvaguarda la salute delle persone e quella dell’ambiente.

A BioPerTutti! sarà possibile incontrare i protagonisti del Bio dell’Emilia Romagna e i loro prodotti alimentari d’eccellenza, e scoprireIdee, Servizi e Saperi che rendono la vita quotidiana più armonica, sostenibile ed equa. Sarà un appuntamento da non mancare per gli appassionati del mondo bio-ecologico, e per tutti coloro che vogliono avvicinarsi per la prima volta a tematiche interessanti e attuali: Alimentazione Biologica e Biodinamica, Agricoltura Sociale, Biodiversità, Commercio Equo e Solidale, Bioedilizia, Sovranità alimentare, Salute e Benessere naturale.

Ci saremo anche noi di salviamo Wirikuta con alcune attività interessanti: oltre allo stand espositivo per le due giornate in Piazza Castello, animeremo la cerimonia di apertura della manifestazione in programma alle ore 10 nel Giardino delle Duchesse. Insieme ai bambini presenti all’evento realizzeremo con l’aiuto dei bambini presenti un mandala della biodiversità utilizzando semi, di ogni foggia e colore, gentilmente offerti dalle aziende dell’associazione donne in Campo.

Oltre a ciò Salviamo Wirikuta parteciperà all’incontro:DONNE CUSTODI DELLA TERRA in programma alle ore 10.30 nel Giardino delle Duchesse a Ferrara. Interverranno: Sofia Trentini – Presidente di Donne in Campo Emilia Romagna, Dona Maria di Salviamo Wirikuta Italia, Ruchi Shroff coordinatrice di Navdanya International e Gobal Movement for Seed Freedom, Annalisa Malerba Imprenditrice agricola e Chef di Cucina Naturale e Farnia Senni di Cooperativa Atlantide.

Vi aspettiamo!

Per saperne di più sull’evento: http://biopertutti.wordpress.com/

https://www.facebook.com/biopertutti

Wirikuta

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[En español mas abajo]

WIRIKUTAcervo fondo gialloFLCKR

Wirikuta, sacred heart of Mexico, Wirikuta sacred ground, Wirikuta source of life, Wirikuta is sacred.

 

WirikutaCultural and Ecological Reserve of the Mexican Governmentis since 1988  in the World Network of NaturalSacred Sites of UNESCO and since 2009 in the crosshairs of the company Canadian First Majestic Silver.

 

Wirikuta has always been a sacred place for the Huichol Wixarika people. 

 
It would be better for us not to know where this place is situated, not to know what Huicholes do, how many goats they have or how much peyote they consume; it would be wonderful to think that Huicholes are free to live their own way in the landsthat do not belong to them.

Unfortunately we are obliged to attend this brutal violence unleashed by the blind demon of greed, this time disguised as arespectable Canadian mining company.

What First Majestic Silver has undertaken is the classic operation of predation: you identify the weak victimyou go, yousteal, you run away with the loot, leaving behind rubble, misery and despair.

 

This time, however, we must add to the robbery and the environmental disaster also the word GENOCIDE, because thats what exactly is. 

 
The violation and the destruction of Wirikuta will cause irreparable harm to Huicholes, a peaceful ethnicity of Uto-Aztecan population, composed of only forty thousands people. They have been resisting for five centuries the invasions of foreign nations, and now they find themselves once more alone to face an enemy enormously more powerful than them.

 

The genocide is perpetrated most of the time by the great nations of the planet; they destroy culturally and physically weak and small cultures, in the name of progress and development, starting from the Himalayas to the Amazon Rainforest, from the Arctic to the Middle East.

 

In a civilized and evolved world it should be contemplated since long time ago the crime of ATTEMPTED GENOCIDE; genocide should be prevented and stopped; people responsible for them should be prosecuted without waiting them to complete their infamous work.

 

If ONU was really a worldwild assembly where to solve problems and disputes in a peaceful way, we would not be here now to worry about the future of Huicholes.

ONU would care about the way to stop, and eventually punish, the people responsible for such a horrible crime. 

A simple order of a Board of Supervisors should be enough to protect the integrity and prevent the destruction of indigenous populations. 

Or it would be even better if the world wasnt ruled by fool and irrational speculators. Whats happening now would not even be conceivable. 

A sane person wouldnt have the idea of devastating and desecrating a sacred ground, which is even irreplaceable for someone else.

No one would want the extinction of another nation on our planet Earth; furthermore the international community would fully support a population like Huichol people to continue existing, according to their traditions, habits, desires and knowledges which enrich our own lives.

 

It would just be enough that the Canadian government would prevent their companies to carry out genocide outside the Canadian border. Thats all. 

Its not a big request, but probably its impossible for North American people: at the end they are always happy subjects of the British Crown, the same one that brutally conquered the lands where they live. The same one that exterminated their indigenous population. Nowadays the natives in Canada represent only the three per cent of the Canadian population.

Canadians live in the second largest country of the world and every square inch of that big country has been stolen to its rightful owners. 

Their descendants are still subjected to the conquerors, deprived of the sovereignty of their own state.

Yet Canadians love to spread an image of very peaceful, tolerant, supportive, civil and well-mannered people. They are in sixth place of the human development index, in eighth place for GDP, but actually this is not all the truth. 

Their showcased ” cultural mosaic ” is laid on a floor covered with blood of the natives.

Canadians have the sad worlds record of the biggest energy consumption per person and are at the top of the class for CO2 emissions, which are the main cause of climate changes.

They tore up the Kyoto Protocol, despite the emission of Co2 per person in Canada is three times more than in Italy, six times more than in Mexico, and tending to zero for the Huicholes. 

If everyone in the world would live like the Canadians, there will be a catastrophe, if everyone on this planet would live like the Huicholes, there will be no problem of climate change and everybody will sleep and dream a lot quieter.

The catastrophe that is shaping up to Wirikuta is the same one that has already affected many other small communities and populations of this planet. It is called neoliberalism 2.0, that is when the rights of the companies come before those of the citizens and the states, people and nature, art and civilization.

Arte Huichol: la visione che cura il mondo

 

The old-style capitalism used to send armed men for the conquest and the dispossession of the conquered; the current capitalism is much more subtle and refined: it provides that the victims are at the same time their own executioners. If, for instance, the Huicholes would decide to fight with any necessary means, against the destruction of their ancestral territory, preventing a foreign company to take away the silver from the Mexican underground, they would see Mexican army protecting the rights of Canadian First Majestic Silver. Paradoxically one part of Mexican people would oblige with the forcethe other part of Mexican people to assist passively to their ruine, and just for the happiness of Canada.

At least in the past centuries predators of other people’s treasures, like Cortes, Pizarro, Alexander or Napoleon, risked theirown skins, sword in hand, intoxicated by glory and booty; today gray men from their comfortable office, or from the edge of a pool in the Caribbean, can decide the deletion of an entire population with complete impunity.

Most likely each of those vile fellows, shareholder or director of First Majestic Silver, has a personal fortune higher than theone of the whole Wixarika population, which is one of the poorest in Mexico. This is the umpteenth xerography of usual script: the richiest and the most powerful people of the planet deprey the weakest and the most defenseless people.

 

“Ô Canada ! Terre de nos aïeux … land of our ancestors”.  Thats how begins the Canadian national Hymn in the French version, but its not very clear which  ancestors we are talking about. It has just came out the news that James Anaya, Special Representative of the United Nations for native people, raised an alarm for bad health, safety and education of Canadian native people.

 
It is the time that Canadians come to terms with their past and present of violent and warlike nation.

The anniversary of the outbreak of the Great War could be the right moment to ask themselves why thousands of young Canadians in 1914, went to fight a was in Europe as volunteers, while their U.S. allies invaded from 1914 to 1918 Mexico, from 1914 to 1934 Haiti, from 1916 to 1924 the Dominican Republic, from 1917 to 1933 Cuba, from 1918 to 1920 Panama and in 1919 Honduras and in 1920 Guatemala.

 

While Canadian army units were slauthering Germans at the Somme in France, Huichol warriors were enlisted in the army of Pancho Villa defending Mexico from the invader.

 

If we consider that First Majestic Silver is listed on the Toronto and on the New York Stock Exchange, for a value of tens of millions of dollars, it would be desirable that its shareholders would sell their shares of this mining company; it would be desirable that they would send an email to First Majestic Silver informing of the decision to protest against the destruction of the sacred site of Wirikuta; it would be desirable that they would invest their money in companies that do not violate human rights and devastate the environment.

It is well known that a leopard cant change his spots, but the fact that this terrible vice has persisted for 522 years after the landing of Columbus, would seem exagerated for anybody.

 

Doña Maria

WIRIKUTAcervo fondo gialloFLCKR

Wirikuta corazón sagrado de Mexico, Wirikuta tierra sagrada, Wirikuta matriz de vida, Wirikuta es sagrada. 

Wirikuta, Reserva Ecológica y Cultural del Gobierno de México, que desde el año 1988 está en la Red Mundial de Sitios Sagrados Naturales de la UNESCO y desde el año 2009 está en la mira de la compañía canadiense First Majestic Silver. 

Wirikuta, lugar sagrado de los indígenas Huichol Wixarika desde siempre. 

Wirikuta, valía más no haber sabido nada sobre este lugar, del dónde se encuentra, ni el cómo es la vida de un Huichol, cuántas cabras alimentan o cuánto peyote consumen, sería mejor el poder pensar en los huicholes como un pueblo libre de vivir a su manera en en las tierras que libres no son. 

Pero aún así, siendo testigos de la brutal violencia desatada por el demonio de la ciega codicia, esta vez disfrazada de la respetable empresa minera canadiense. Esta jugada, realizada por la First Majestic Silver es la operación clásica de depredación de todos los tiempos, identificar a la víctima más débil, acercarse a ella, robarle y escapar con el botín dejando atrás los escombros, la miseria y la desesperación. 

Esta vez, sin embargo, al robo y al desastre ambiental hay que añadir la palabra GENOCIDIO, porque es esto de lo que se trata. La violación y la destrucción de Wirikuta causarán un daño irreparable a los Wixarikas, un pueblo pacífico de etnia uto-azteca, sólo cuarenta mil almas que durante cinco siglos han resistido a la invasión extranjera, y ahora se enfrentran de nuevo cara a cara con un adversario mucho más potente que él. En casi todos los casos el genocidio es obra de las naciones más grandes del mundo, destruir a los pequeños pueblos física y culturalmente, en nombre del progreso y el desarrollo, desde el Himalaya hasta la selva amazónica, desde el Ártico hasta el Medio Oriente. En un mundo civilizado en continua evolución debería tomarse en cuenta el INTENTO DE GENOCIDIO como un verdadero crimen, es necesario prevenir el genocidio, detenerlo y penalizar los responsables de esta atrocidad, estos deben ser procesados sin dejar que lleven a cabo su infame tarea. 

Si la Organización de las Naciones Unidas fuera verdaderamente esa asamblea mundial capaz de resolver problemas y conflictos de una manera pacífica, no estaríamos aquí ahora preocupándonos por el destino del pueblo Huichol, si tan solo la O.N.U. detuviera y si fuese necesario, sancionara a los responsables de un horrendo crimen, si sólo pudiera ser así, pues bastaría una simple orden de alguna comisión de vigilancia respecto a la integridad de los pueblos indígenas para evitar la destrucción, o incluso mejor dicho, si el mundo no fuera gobernado por tanto loco y un sinfín de delirantes especuladores, todo esto no sería ni siquiera concebible, a ninguna persona en su sano juicio le pasaría siquiera por la cabeza la idea de profanar y debastar un lugar sagrado e insustituible para sus semejantes, nadie desearía la extinción de otras naciones en la Tierra, por el contrario, un pueblo como el huichol estaría plenamente apoyado por la comunidad internacional sólo por el hecho de seguir existiendo, de preservar su pureza ancestral, sus costumbres, tradiciones, su arte, su grande sabiduría y todo aquello que nos enriquece a todos. 

Sería suficiente el solo hecho que el gobierno canadiense impidiría a sus empresas el llevar a cabo el genocidio fuera de la frontera de Canadá, esto sería todo y no sería pedir demasiado, pero esto probablemente es imposible para los norteamericanos, después de todo ellos siguen siendo felices súbditos de la corona británica, la misma que brutalmente conquistó estas tierras exterminando a la población nativa, los indígenas son actualmente sólo el tres por ciento de la población canadiense.

Los canadienses viven en el segundo país más grande del planeta y cada centímetro cuadrado de ese país ha sido arrebatado a sus legítimos propietarios, los descendientes de estos mismos aún siguen sujetos por los conquistadores, carentes de soberanía sobre un metro cuadrado de un territorio inmenso. 

Sin embargo, los canadienses aman darse a conocer como un pueblo pacífico, tolerante, solidario, civil y bien educado, se clasifican en un sexto lugar en el índice de desarrollo humano, el octavo lugar para el PIB per cápita, pero en realidad no podemos decir que es así, ya que su tan difundido “mosaico cultural” posa sobre un suelo cubierto de sangre, el de los nativos. 

Los canadienses tienen el triste récord mundial por el mayor consumo per cápita de energía y sostienen la tasa más alta de emisiones de CO2, el principal culpable de los actuales cambios climáticos, han roto con el Protocolo de Kyoto a pesar de la emisión de CO2 por habitante canadiense sea tres veces más alta que la de un italiano, seis veces mayor que la de un mexicano, mientras que la producida por un Huichol tiende a cero, si todos en el mundo vivieramos como los canadienses estaríamos en medio de una gran catástrofe, si todos los habitantes de este planeta viviéramos como los huicholes, no habría problema alguno que pudiera causar el cambio climático debido a la actividad humana, siendo así todos podríamos dormir más tranquilos. 

La catástrofe que se anuncia para Wirikuta es la misma que ha afectado ya a muchas otras pequeñas comunidades y pueblos de este planeta, esto se llama neoliberalismo 2.0, cuando los derechos de las empresas van por encima de los de los ciudadanos y los países, estados, los pueblos, toda la naturaleza, el arte y la civilización. 

El capitalismo a la antigua requería del envío de hombres armados para efectuar la conquista y el despojo de los vencidos, en cambio el capitalismo actual, mucho más sutil y refinado, establece que las víctimas son al mismo tiempo los verdugos: por ejemplo si los huicholes decidieran luchar y oponerse con todos los medios necesarios contra la destrucción de su territorio ancestral, impidiéndole que una empresa extranjera se lleve la plata del subsuelo mexicano, intervendría inmediatamente el propio ejército mexicano para proteger los derechos de la canadiense First Majestic Silver, paradójicamente los mismos mexicanos obligan por la fuerza a otros mexicanos para asistir pasivamente a su propia decadencia consintiendo que la plata pueda felizmente llegar hasta Canadá. 

Por lo menos en los últimos siglos, los depredadores de tesoros ajenos como Cortes, Pizarro, Aguirre o Napoleón, arriesgaron su propia piel con la espada en la mano, embriagados por la gloria y el botín, hoy en cambio estas grises figuras maniobran desde una cómoda oficina, o yacen al borde de una piscina en el Caribe, pueden conducir la supresión de todo un pueblo con total impunidad. Lo más probable es uno de esos individuos, accionista o director de First Majestic Silver tiene una fortuna personal superior a la de todo el entero pueblo Wixarika, uno de los más pobres de todo México, esta es la enésima xerografía del mismo guión, siempre es la misma canción: los más ricos y potentes del planeta depredan siempre la presa más débil e indefensa.

Ô Canadá! Terre de nos aïeux… tierra de nuestros antepasados, así comienza el himno nacional canadiense en la versión francesa, pero no está muy claro a qué se refieren con antepasados, de hecho, en estos días la noticia de que James Anaya, relator especial de las Naciones Unidas para los pueblos indígenas, ha lanzado una alarma por las condiciones de salud, seguridad y educación de los pueblos nativos de Canadá. 

Ya es hora de que los canadienses hagan cuentas con lo aún sigue sucediendo y con los antecedentes que arrastran de una nación violenta y conflictiva. 

El aniversario del estallido de la Gran Guerra podría ser un buen momento para que se pregunten por qué en el 1914 los jóvenes canadienses nunca se ofrecieron voluntarios para ir a Europa para romper cabezas a golpes, mientras que sus aliados de Estados Unidos invadieron México del 1914 al 1918, del 1914 al 1934 Haití, la República Dominicana desde el 1916 hasta el 1924, Cuba del 1917 al 1933, Panamá del 1918 al 1920, Honduras en el 1919 y Guatemala en el 1920, así fue que, mientras que los departamentos canadienses exterminaban alemanes en la Batalla del Somme, los guerreros Wixarika Huichol inseridos como guerreros en el ejército de Pancho Villa defendían México del invasor. Dado que First Majestic Silver cotiza en la Bolsa de Valores de Toronto y en la de Nueva York, por un valor de decenas de millones de dólares, sería deseable que los accionistas vendan acciones de esta compañía minera, envíen un correo electrónico a First Majestic Silver informándole sobre la decisión tomada como protesta contra la destrucción del lugar sagrado de Wirikuta y el invertir su dinero en empresas que no violen los derechos humanos y destruyan el medio ambiente. 

Se entiende bien que hayan podido suceder este tipo de tragedias en la historia de la humanidad, pero que este defecto persista hasta 522 años después del desembarco de Colón parece excesiva ante los ojos de todos.

 Doña María

Traducción: Melina T.

WIRIKUTAcervo fondo gialloFLCKR

Wirikuta     Sacré Cœur de Mexico , Wirikuta tierra sagrada ,

                  Wirikuta matriz de vida , es sagrada Wirikuta .

Wirikuta , réserve écologique et culturelle du gouvernement mexicain , depuis 1988 dans le réseau mondial des sites naturels sacrés de l’UNESCO depuis 2009 dans le collimateur de First Canadian Majestic Silver .

Wirikuta , lieu sacré des Huichols Wixarika depuis toujours.

Wirikuta , il serait mieux pour nous de ne pas savoir où est cet endroit , ne pas savoir ce que font les Huichol , combien de chèvres ils possèdent ou comment ils consomment le peyotl , ce serait bien de pouvoir penser qu’ils sont libres de vivre leur propre chemin dans les terres qu’ils ne sont pas .

Mais nous assistons encore à la violence brutale déclenchée par le démon de la cupidité aveugle , cette fois déguisé en compagnie minière canadienne respectable .

First Majestic Silver mène une opération classique de prédation ; on identifie les faibles victimes, on va, on vole, on fuit avec le butin laissant derrière soi décombres , misère et désespoir . Cette fois, cependant , au vol et à la catastrophe écologique nous devons ajouter le mot génocide car c’est de cela dont il s’agit.

La violation et la destruction des Wirikuta causera un préjudice irréparable au peuple Huichol , un peuple pacifique de l’ethnie uto-aztèque de seulement quarante mille âmes qui, depuis cinq siècles résiste à l’invasion étrangère , et se retrouve à nouveau seul face à un ennemi beaucoup plus puissant que lui.

Les génocides dans presque tous les cas sont l’œuvre des grandes nations de la planète : détruire les petits peuples culturellement et physiquement , au nom du progrès et du développement , de l’Himalaya à la forêt Amazonienne , de l’Arctique au Moyen-Orient .

Dans un monde civilisé et évolué le crime de TENTATIVE de génocide devrait e^tre envisagé. Les génocides devraient être prévenus, stoppés , et les responsables doivent être poursuivis sans attendre avant de mener à bien leur travail infâme .

Si l’Organisation des Nations Unies était véritablement cette assemblée mondiale où les problèmes et les différends se résolvent d’une manière pacifique , nous ne serions pas ici aujourd’hui à nous inquiéter du sort du peuple Huichol , l’ONU se chargerait d’arrêter et éventuellement de punir les responsables d’un crime horrible. Une commission de surveillance devrait être en mesure d’ordonner la tutelle de l’intégrité des peuples autochtones pour empêcher leur destruction. Mieux encore si le monde n’ était pas gouverné par des imbéciles et des spéculateurs délirants tout cela ne serait même pas envisageable. A aucune personne saine d’esprit ne passerait par la tête l’idée de ravager et profaner une terre sacrée et irremplaçable pour quelqu’un d’autre , personne ne voudrait l’extinction d’aucune nation sur cette terre. Le peuple Huichol serait entièrement pris en charge par la communauté internationale afin de continuer à exister , en fonction de ses traditions, ses coutumes et ses désirs pour enrichir ses connaissances avec nous tous.

Il serait assez juste que le gouvernement canadien empêche ses entreprises de mener à bien des génocides hors du territoire canadien . Mais cela est probablement impossible pour les Américains , car après tout, ils sont toujours les heureux sujets de la couronne britannique. Celle qui a brutalement conquis ces terres et exterminé la population autochtone ; les indigènes représente actuellement trois pour cent de la population canadienne .

Les Canadiens vivent dans le deuxième plus grand pays de la planète et chaque centimètre carré de ce pays a été volés à leurs propriétaires légitimes , dont les descendants sont encore soumis à des conquérants , dépourvu de souveraineté sur un mètre carré d’une immense état ​​.

Pourtant, les Canadiens aiment offrir d’eux une image très accrocheuse de gens pacifiques , tolérants , solidaires , civils et de bonnes manières , à la sixième place dans l’indice de développement humain , la huitième pour le PIB par habitant , mais on ne peut pas dire que c’est ainsi car leur tant vantée «mosaïque culturelle» repose sur un sol couvert de sang , celui des indigènes .

Les Canadiens ont le triste record mondial de la plus grande consommation d’ énergie par habitant et sont les premiers de la classe pour les émissions de CO2 , le principal coupable dans le changement climatique , ils ont rompu le Protocole de Kyoto , malgré le fait que l’émission de CO2 par habitant soit trois fois celle d’un italien , six fois celle d’un mexicain , tandis que celle produite par un Huichol tend à zéro . Si tout le monde vivait comme les Canadiens noous serions déjà à la catastrophe mais si tout le monde sur cette planète vivait comme les Huichols , il y n’aurait pas de problème du changement climatique causé par les activités humaines on pourrait alors dormir et rêver beaucoup plus calmement. .

La catastrophe qui s’annonce à Wirikuta est la même que celle qui a déjà touché de nombreuses autres petites communautés et peuples de cette planète , il est appelé néolibéralisme 2.0 , lorsque les droits des entreprises sont supérieurs à ceux des citoyens et des États, des peuples, de la nature des arts et de la civilisation .

Le vieux capitalisme nécessitait l’envoi d’hommes armés pour la conquête et la dépossession des vaincus , l’actuel, beaucoup plus subtile et raffiné prévoit que les victimes soient en même temps les bourreaux : si par exemple les Huichols décidaient de combattre et de s’opposer par tout les moyens à la destruction de leur territoire ancestral , empe^chant ainsi une société étrangère de s’approprier l’ argent du sous-sol mexicain , on verrait l’armée mexicaine protéger les droits de First Canadian Majestic Silver Paradoxalement les Mexicains contraignent par la force les autres Mexicains à assister passivement à leur perte de sorte que l’ argent puisse parvenir tranquillement au Canada .

Au moins dans les siècles passés les prédateurs des richesses des autres, les différents Cortes , Pizarro , Alexandre ou Napoléon , ont risqué leur peau , l’épée à la main , grisés par la gloire et le butin , mais aujourd’hui à partir d’ un bureau gris et confortable , ou à partir du bord d’une piscine dans les Caraïbes , ils peuvent décider de la suppression de tout un peuple en toute impunité .

Très probablement chacun de ces gens vils , actionnaire ou administrateur de First Majestic Silver possède une fortune personnelle supérieure à celle de l’ensemble du peuple tout entier Wixarika , parmi les plus pauvres de tout le Mexique , c’est la xérographie scénario habituel énième : le plus riche et le plus puissant de la planète en proie aux plus faibles et sans défense .

Ô Canada ! Terre de nos aïeux … terre de nos ancêtres , c’est ainsi que commence l’hymne national canadien dans la version française , mais il n’est pas très clair qui sont ces ance^tres. Elle est en effet vraie la nouvelle que James Anaya , Rapporteur spécial des peuples des Nations Unies indigènes , a lancé un avertissement pour la santé, la sécurité et l’éducation des peuples autochtones du Canada .

Il serait temps que les Canadiens s’interrogent sur leur passé et présent de nation violente et guerrière.L’ anniversaire du déclenchement de la Grande Guerre peut être un bon moment pour eux de se demander pourquoi les jeunes Canadiens en ’14 , partir par milliers comme volontaires pour aller en Europe casser des têtes à coups de masse , tandis que leurs alliés américains ont envahi le Mexique de 1914 à 1918, de 1914 à 1934 en Haïti, la République dominicaine de 1916 à 1924 , Cuba 1917-1933 , Panama de 1918 à 1920 , le Honduras et le Guatemala en 1919 , en 1920 , c’est ainsi que , tandis que les ministères canadiens ont tué des Allemands sur la Somme Huichol encadrée guerriers dans l’armée de Pancho Villa défendaient Mexique de l’envahisseur .

Étant donné que First Majestic Silver est cotée à la Bourse de Toronto et de New York , pour une valeur de dizaines de millions de dollars , il serait souhaitable que les actionnaires vendent des actions de cette société minière , envoient un email à First Majestic Silver pour l’informer de la décision de protester contre la destruction du site sacré de Wirikuta et investissent leur argent dans des entreprises qui ne violent pas les droits de l’homme et dévastent l’environnement .

Le loup perd ses cheveux , mais le vice est bien connue , mais que ce défaut persiste 522 ans après le débarquement de Colomb cela semble excessif aux yeux de tout le monde.

Doña Maria

Wirikuta

[this message in English, Spanish, French : here ]

WIRIKUTAcervo fondo gialloFLCKR

Wirikuta corazón sagrado de Mexico, Wirikuta tierra sagrada,

Wirikuta matriz de vida, Wirikuta es sagrada.

Wirikuta, Riserva Ecologica e Culturale del Governo Messicano, dal 1988 nella Rete Mondiale dei Luoghi Sacri Naturali dell’UNESCO, dal 2009 nel mirino della canadese First Majestic Silver.

Wirikuta, luogo sacro dei Huichol Wixarika da sempre.

Wirikuta, sarebbe stato meglio per noi non sapere dove sia questo luogo, non sapere cosa fanno i Huichol, quante capre hanno o quanto peyote consumano, sarebbe stato bello poter pensare ai Huichol liberi di poter vivere a modo loro nelle terre che loro non sono.

E invece dobbiamo assistere ancora alla brutale violenza scatenata dal cieco demone dell’avidità, mascherato questa volta da rispettabile compagnia mineraria canadese.

Quella intrapresa dalla First Majestic Silver è la classica operazione predatoria di sempre, si individua la debole vittima, si va, si ruba, si scappa con il bottino lasciando dietro a sé macerie, miseria e disperazione. Questa volta però alla rapina ed al disastro ambientale bisogna aggiungere la parola GENOCIDIO perché di questo si tratta.

La violazione e distruzione di Wirikuta causerà un danno irreparabile al popolo Huichol, un pacifico popolo di etnia uto-azteca di sole quarantamila anime che da cinque secoli resiste all’invasione straniera e che nuovamente si ritrova da solo ad affrontare un nemico immensamente più potente di lui.

I genocidi nella quasi totalità dei casi sono opera dalle grandi nazioni del pianeta, si annientano i piccoli popoli culturalmente e fisicamente, nel nome del progresso e dello sviluppo, dall’Himalaya alla Foresta Amazzonica, dall’Artico al Medio Oriente.

In un mondo civile ed evoluto dovrebbe essere contemplato oramai da molto tempo il reato di TENTATO GENOCIDIO, i genocidi dovrebbero essere impediti, fermati ed i responsabili andrebbero perseguiti senza aspettare che portino a compimento il loro infame lavoro.

Se l’Organizzazione delle Nazione Unite fosse veramente quell’assemblea mondiale dove risolvere problemi e controversie in modo pacifico, noi ora non saremmo qui a preoccuparci per la sorte del popolo Huichol, ci penserebbe l’O.N.U. a fermare ed eventualmente punire i responsabili di un un sì orrendo crimine, dovrebbe poter bastare il semplice ordine di una commissione di vigilanza sull’integrità dei popoli indigeni ad impedire lo scempio, o meglio ancora se il mondo non fosse governato da folli e deliranti speculatori tutto questo non sarebbe neanche concepibile, a nessuna persona sana di mente verrebbe mai in testa l’idea di profanare e devastare un territorio sacro ed insostituibile per qualcun altro, nessuno vorrebbe l’estinzione di qualsivoglia altro popolo di questa Terra, anzi un popolo come i Huichol sarebbe pienamente sostenuto dalla comunità internazionale solamente per continuare ad esistere, secondo i suoi usi costumi e desideri arricchendo con la sua conoscenza noi tutti.

Basterebbe solamente che il governo canadese impedisse alle proprie imprese di compiere genocidi fuori dai confini canadesi, tutto lì, non sarebbe chiedere troppo, ma probabilmente tutto questo è impossibile per i nordamericani, in fondo sono sempre felici sudditi della corona britannica, la stessa che ha brutalmente conquistato quelle terre sterminandone le popolazioni indigene, attualmente i nativi sono il tre per cento della popolazione canadese.

I canadesi vivono nel secondo paese più esteso del pianeta e ogni centimetro quadro di quel paese è stato sottratto ai legittimi proprietari, i discendenti dei quali sono tuttora sottomessi ai conquistatori, privi della sovranità su di un solo metro quadro di quell’immenso stato.

Eppure i canadesi amano diffondere di sé stessi un’immagine molto accattivante, quella di un popolo pacifico, tollerante, solidale, civile e ben educato, al sesto posto per indice di sviluppo umano, all’ottavo per PIL pro capite, ma non si può certo dire sia proprio così visto che il loro tanto sbandierato “mosaico culturale” è posato su di un pavimento sporco di sangue, quello dei nativi.

I canadesi hanno il triste record mondiale di maggior consumo pro capite di energia e sono al vertice della classifica per le emissioni di co2, principale responsabile dei mutamenti climatici in atto, hanno stracciato il protocollo di Kyoto nonostante l’emissione di co2 pro capite canadese sia tre volte quella di un italiano, sei volte quella di un messicano, mentre quella prodotta da un Huichol è tendente allo zero, se tutti al mondo vivessero come i canadesi saremmo già alla catastrofe, se tutti su questo pianeta vivessero come i Huichol non ci sarebbe nessun problema di mutamenti climatici causati dalle attività umane e potremmo dormire sogni molto più tranquilli.

La catastrofe che si preannuncia per Wirikuta è la stessa che ha già colpito molti altri piccoli popoli e comunità di questo pianeta, si chiama neoliberismo 2.0, quando i diritti delle imprese precedono quelli dei cittadini e degli stati, dei popoli e della natura, dell’arte e della civiltà.

Il capitalismo vecchia maniera richiedeva l’invio di uomini armati per la conquista e la spoliazione dei vinti, quello attuale, decisamente più subdolo e raffinato prevede che le vittime siano al tempo stesso i carnefici: se per esempio i Huichol decidessero di lottare e opporsi con ogni mezzo necessario alla distruzione del loro territorio ancestrale, impedendo ad una compagnia straniera di portarsi via l’argento dal sottosuolo messicano, vedrebbero giungere l’esercito messicano a tutelare i diritti della canadese First Majestic Silver, paradossalmente quindi dei messicani obbligherebbero con la forza altri messicani ad assistere passivamente alla loro rovina affinché l’argento possa felicemente giungere in Canada.

Quantomeno nei secoli scorsi i predatori di tesori altrui, i vari Cortes, Pizarro, Alessandro o Napoleone, rischiavano la propria pelle spada in mano, inebriati da gloria e bottino, oggi invece dei grigi figuri da un comodo ufficio, o dal bordo di una piscina ai Caraibi, possono decidere della soppressione di un intero popolo nella più totale impunità.

Molto probabilmente ognuno di quei vili figuri, azionista o amministratore della First Majestic Silver dispone di un patrimonio personale superiore a quello di tutto l’intero popolo Wixarika, tra i più poveri di tutto il Mexico, è questa l’ennesima xerografia del solito copione: i più ricchi e potenti del pianeta depredano i più deboli ed indifesi.

Ô Canada! Terre de nos aïeux… terra dei nostri antenati, così inizia l’inno nazionale canadese nella versione francese, ma non è molto chiaro di quali antenati si tratti, è di questi giorni infatti la notizia che James Anaya relatore speciale delle Nazioni Unite per i popoli indigeni, ha lanciato un allarme per le condizioni di salute, sicurezza ed istruzione dei popoli nativi del Canada.

Sarebbe tempo che i canadesi facessero un po’ i conti con il loro passato e presente di nazione violenta e guerrafondaia, l’anniversario dello scoppio della Grande Guerra potrebbe essere un buon momento per loro di chiedersi perché mai dei baldi giovanotti canadesi nel ’14, a migliaia partissero volontari per andarsene in Europa a spaccare teste a colpi di mazza ferrata, mentre i loro alleati statunitensi invadevano il Mexico dal 1914 al 1918, Haiti dal 1914 al 1934, la Repubblica Dominicana dal 1916 al 1924, Cuba dal 1917 al 1933, Panama dal 1918 al 1920, l’Honduras nel 1919 ed il Guatemala nel 1920, così avvenne che mentre i reparti canadesi scannavano tedeschi sulla Somme i guerrieri Huichol inquadrati nell’esercito di Pancho Villa difendevano il Mexico dall’invasore.

Considerato che la First Majestic Silver è quotata alla borsa di Toronto ed a quella di New York, per un valore di decine di milioni di dollari, sarebbe auspicabile che gli azionisti vendano le azioni di questa compagnia mineraria, inviino una mail alla First Majestic Silver informandola della decisione presa per protesta contro la distruzione del sacro sito di Wirikuta e investano i loro soldi in compagnie che non violino i diritti umani e devastino l’ambiente.

Che il lupo perda il pelo, ma non il vizio è cosa nota, ma che questo vizio persista a 522 anni dallo sbarco di Colombo dovrebbe sembrare eccessivo agli occhi di chiunque.

Doña María